Ma chi me l’ha fatto fare?

Essere venditore:

una semplice professione, no. Una missione!

 

AAAAAAAAAAAAAAAH

Nel 1998 iniziai a muovere i primi passi nel mondo dell’automotive, lavorando in una concessionaria, mi divertivo anche a preconsegnare e poi consegnare le vetture ai Clienti oppure immobile ed in piedi, di fianco al venditore capo ad imparare le dinamiche commerciali per le quali nutrivo un fascino irresistibile.

Nei tempi morti, ero un abitué dell’officina, mi piaceva (anche tuttora) chiedere a meccanici e carrozzieri sulle modalità di riparazione, mi dilettavo anche a montare accessori after-market sulle vetture; diciamo che ho sempre cercato di conoscere a fondo tutti gli aspetti, addirittura nel 2001 ho frequentato ed attenuto il Master DELFINI presso l’Università Renault, (avete capito adesso per quale marchio lavoravo…) bello  per immagine e per preparazione; da quel momento ho capito che ci sono alcune regole da seguire ed altre da seguire al contrario perchè non sempre la preparazione Ti aiuta in tutta la vita commerciale, ci vuole anche flessibilità …ed istinto di sopravvivenza!

Nel 2009 entrai a capofitto anche in un altro settore per me interessantissimo, quello della nautica, per 3 anni sono stato Concessionario Cantiere nautico CRANCHI, ancor oggi un riferimento nella cantieristica da diporto mondiale, ciò mi ha permesso con un “manipolo di eroi” (2008 = crisi) a divenire produttore d’imbarcazioni, facendo tesoro di tutti gl’insegnamenti fin allora imparati.

Perchè racconto questo?

Perchè per sapere dove voglio andare, devo partire da quello che sono…

Eh già, la nostra è una missione, perchè ogni preventivo, ogni contratto di auto come di barche è sempre unico. Quello che mi “esalta” è la trattativa, non sai cosa ti aspetta ma ti senti carico per affrontare ogni richiesta del Cliente, nella massima tranquillità e col sorriso  sempre pronto.

Detto così sembra una cosa da tutti, non è poi tanto vero; anche io divento Cliente quando vado ad acquistare qualcosa, ma a volte non trovo: disponibilità, gentilezza, Professionalità! Siamo onesti, a stare in piazza e cercare di offrire infinite soluzioni per portare il pane a casa è un’impresa.

A volte i Clienti se ne escono con richieste a dir poco assurde, non sai se ti stanno provocando o se sta parlando la loro ignoranza, allora inizi a giocare una partita a scacchi e con l’arte della “maieutica” fai sputare il rospo al nemico! Non crediate che il Cliente della city car usata sia tanto diverso da quello che cerca un mega yacht; ognuno con le sue disponibilità vuole prendere il massimo, è giusto così, ma a tutto c’è un limite…

Francamente m’impongo, lo faccio tutt’ora, a mantenere i patti, costi quello che costi, spesso dall’altra parte ci si comporta così, quindi si crea un rapporto anche di amicizia che dura per sempre, però per quei pochi, pochissimi furbacchioni che ti donano i loro soldi e tu quasi non sei degno di accettarli, utilizzo sempre la stessa tattica: vedere soldi, io dare auto (o barca) altrimenti aggiungo: Lei è un ottimo Cliente, non mio, se vuole Le consiglio anche da chi andare; non voglio essere il migliore venditore della galassia ma bisogna far percepire al Cliente sprovveduto che io non vendo fregature, non garantisco a voce, non inserisco accessori/ricambi di qualità inferiore, non nascondo il reale stato del vettore, non chiedo spese aggiuntive per tasse inesistenti o contributi fortfettari per ragioni campate in aria; la Profesionalità non viene data col titolo di studio, né alla sola esperienza, la Professionalità è la capacità innata nel mondo del lavoro, quindi anche se non è percepita o voluta vedere, lei c’è e Ti vede, sempre

Una trattativa svolta con Professionalità e perchè no, anche con allegria, garantisce vicendevolmente e se non chiude contratti, crea sicuramente un’amicizia; caro lettore, ricordaTi che impegnare la propria Parola, non è da tutti! Per capire chi Ti trovi davanti chiedi ogni cosa, fatti scrivere tutto…

 

1 risposta a Ma chi me l’ha fatto fare?

  1. Emiliano scrive:

    Che dire…ti conosco da venti anni ormai (ricordi quando mi vendesti il mio piccolo sogno, la Clio 1.4Si nel 1999) e non posso fare altro che constatare che il termine “venditore” è riduttivo per te e non è sufficiente a definire le tue grandi qualità prima di tutto umane e poi anche professionali.
    Sei l’esempio di colui che mette l’anima nel proprio lavoro perché lo fa prima di tutto con passione, e questo non per fare l’adulatore!
    Avanti sempre così !

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